
Di Mariella De Francesco
DAL COLLIO FRIULANO AL COLLIO SLOVENO. IL GORIŠKA BRDA, TRA VIGNETI, FRUTTETI E VILLAGGI DA CARTOLINA
Dopo lo sconfinamento in territorio sloveno fatto insieme a Kristian Keber, restiamo da questo lato dell’ex confine di stato e ci dirigiamo verso nord, in direzione di Neblo. Per arrivarci facciamo una deviazione che ci porta al borgo medievale di Šmartno (in italiano San Martino), forse il più caratteristico di questo lembo occidentale della Slovenia.
IL BORGO DI ŠMARTNO (SAN MARTINO)
La sua posizione a nido d’aquila, arroccato su una collina, lo ha reso nei secoli uno snodo strategico di difesa al confine tra la Serenissima e l’Austria. All’interno delle mura fortificate si snoda un piccolo dedalo di stradine linde, lastricate in pietra e con le case intonacate di chiaro. Illuminati dal sole di una tersa giornata autunnale, questi vicoli ricordano le chora bianche dei villaggi delle Cicladi. Molto bello l’interno della chiesa dedicata a San Martino, la più grande del Brda; gli affreschi del pittore novecentesco Tone Kralj valgono il viaggio. In prossimità di una delle porte di accesso c’è un’enoteca che ha un’aria molto accogliente, ci siamo passati davanti che era ancora presto, ma ci hanno assicurato che durante la festa primaverile Brda & Vino e per quella novembrina del santo patrono l’atmosfera cambia radicalmente ed il villaggio si riempie di vita.
L’AZIENDA REIA
A Neblo abbiamo appuntamento alla tenuta vinicola Reia, dove ci aspettano Marko Reia e sua figlia Maja. Anche qui il primo ad accoglierci è un amico a quattro zampe, Berry, che a differenza del suo collega guardiano di Cormons è molto timido e il suo abbaiare è più un benvenuto che un avvertimento.
La vista che si apre varcato l’antico portale in pietra di questa fattoria è davvero uno spettacolo. Il prato che circonda la casa padronale si affaccia su un paesaggio collinare in cui si alternano boschi, terrazzamenti di vigne e distese di olivi; nel giardino e nel terreno circostante sono moltissimi e vari gli alberi da frutto, i colori riempiono lo sguardo (l’azienda agricola, biologica e biodinamica certificata, produce anche olio di oliva e frutta, per la quale questa zona è rinomata); sullo sfondo, perfettamente visibili grazie al cielo limpido di oggi, le Alpi Giulie e Carniche già spruzzate di neve. La serena bellezza di questo luogo fa quasi dimenticare che nel corso della storia qui sono stati tracciati confini che hanno separato famiglie e comunità. Di un passato così complesso rimane però una ricca eredità culturale, che rende questa zona particolarmente affascinante.




LA VISITA NEL VIGNETO
Marko e Maja ci vengono incontro e ci fanno sentire immediatamente come a casa. Visto che la luce di questo pomeriggio è bellissima, ci propongono di andare a vedere le loro vigne facendo un breve giro in auto, se non ci importa di sobbalzare un po’ per le campagne: ovviamente non vediamo l’ora e saliamo nel cassone di una jeep che è un incrocio tra un pick-up e un trattore, decisamente vintage ma perfetta per raggiungere i vigneti più impervi. A bordo con noi c’è anche la nostra cagnolina e neanche lei soffre il mal d’auto.
Lo spettacolo di poco fa si rinnova una volta arrivati nel vigneto, tra i filari di chardonnay e più oltre di tocai friulano (che qui ora si chiama sauvignonasse); il panorama è un tripudio di tinte autunnali e da qui lo scorcio sulle montagne è ancora più suggestivo.
Siamo in uno dei due appezzamenti aziendali, quello a pochi chilometri dalla fattoria. L’altro si trova nel comune di Cerovo ed entrambi sono in posizione soleggiata e aperta, condizioni ideali per ottenere uve sane e di qualità. E proprio sulla qualità dell’uva si fonda il lavoro di Marko, che con oculati ammodernamenti prosegue la tradizione familiare, una storia agricola lunga ben cinque generazioni. Dal vigneto misto del nonno, con l’arrivo di Marko alla guida si è passati ad una sola varietà per vigna.
I PRINCIPI DELLA BIODINAMICA
Nei circa sette ettari vitati le operazioni vengono svolte il più possibile manualmente, seguendo i ritmi della natura e le fasi lunari, secondo i principi della biodinamica. Meticolosa la selezione delle uve migliori, che vengono avviate ad una lenta fermentazione con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura. La gravità sostituisce le pompe in cantina. I vini bianchi sono lasciati ad affinare generalmente per due anni, i macerati, prodotti solo nelle annate idonee, sostano in botti usate di rovere o acacia per tre-quattro anni, così come i rossi. L’imbottigliamento, senza filtrazione, avviene manualmente, quando il meteo e la luna indicano che è il momento giusto per procedere. Dopo un periodo di riposo in cantina di tre-sei mesi per assestarsi, le bottiglie sono pronte per il mercato ed anche l’etichettatura viene fatta a mano.
LA LINEA PET-NAT
Maja, che ha una formazione accademica in design, ha iniziato a sperimentare il suo talento di vignaiola con una sua linea di Pet-Nat e con la sua energia è perfettamente complementare alla pacata saggezza del padre.
Il sole è tramontato, rientriamo nella grande casa in pietra e ci sediamo intorno al tavolo di una piccola sala dedicata alle degustazioni e alla vendita. Nulla è formale o pretenzioso in questo ambiente, seppur molto curato: i davanzali fioriti delle finestre, il colore caldo delle pareti e le luci morbide ci ricordano che siamo in famiglia, i bei mobili in legno sono testimonianze dell’abilità degli artigiani del territorio. C’è profumo di camomilla, e mi accorgo della presenza di cassette di legno piene di fiori essiccati, destinati alla produzione di tisane e infusi.

LA DEGUSTAZIONE
Questa la sequenza di assaggi:
Rebula 2023
La ribolla gialla è la varietà tipica del Brda. Fieno, fiori essiccati e pera i profumi, al gusto si aggiungono sentori di agrumi, una moderata freschezza e una fine mineralità.
Tolovaj 2021
Nome di fantasia che richiama il tokaj friulano, che attualmente, come dappertutto, ha dovuto cambiar nome e qui si chiama ufficialmente sauvignonasse o sauvignon vert. Bel mix di note floreali ed erbacee, un accenno di miele con un che di sassoso; la bocca è avvolgente ma in grande equilibrio con l’acidità, il finale è lungo e armonico.
Chardonnay 2017
Profumi esuberanti di fiori gialli, pere mature e pane fresco, al palato è morbido, pieno, ma la beva è equilibrata e mai pesante, il gusto e gli aromi rimangono a lungo.
Poanta 2015
Uvaggio di chardonnay, sauvignonasse, malvasia e ribolla gialla, nell’ordine delle percentuali, che cambiano a seconda dell’annata. Naso maturo di frutta secca, erbe essiccate e spezie, con una leggera nota ossidativa che si integra bene nel bouquet. La bocca è dominata da un’avvolgente mineralità sapida.
Poanta 2014
Un’ annata più umida e fresca, da cui emerge un profilo olfattivo meno maturo, con note di pera verde; il sorso riconferma l’impronta minerale del blend.
Rebula “M” 2020
Sorprendente per finezza ed equilibrio questa versione macerata di ribolla. Profumi di agrumi e spezie dolci, bocca armonica in cui è evidente la caratteristica mineralità del flysch.
Malvazija “M” 2017
La caratteristica speziatura del vitigno è esaltata dalla macerazione, e insieme a mele cotogne e frutta secca emerge un leggero aroma di distillato. Il corpo è pieno e avvolgente. Dopo questo viaggio devo decisamente riconsiderare il mio approccio ai vini orange e sperimentare con più coraggio!
Kamerad 2018
Uvaggio di cabernet sauvignon, merlot e cabernet franc. Alle note fruttate di bacche rosse si affiancano accenni erbacei e di pepe nero. Il palato è equilibrato tra il grip tannico, la morbidezza del frutto e la freschezza balsamica finale.
Khmer 2019
Cabernet sauvignon con un terzo di merlot, una riserva prodotta solo nelle migliori annate. Le diverse uve vengono raccolte e vinificate separatamente, Il vino viene poi lasciato affinare tre anni in botti di rovere usate, con batonnage. Il frutto (prugne mature, ciliegie nere) è ben presente, accompagnato da note di terra umida, spezie e grafite. Il sorso è pieno, decisamente presente il frutto, i tannini ancora vivaci, chiude fresco, di lieve sapidità e buona persistenza.
È stato davvero facile sentirsi a proprio agio seduti in compagnia di Marko e Maja, un padre e una figlia che lavorano insieme la stessa terra, che la sanno raccontare con un understatement fatto di toni e parole sobri, da cui traspare però l’amore innegabile per quello che fanno.
Hvala, famiglia Reia!
INFO:
Indirizzo: Neblo 32, 5212 Dobrovo v Brdih, Slovenia
Telefono/Cellulare: +386 31 632230
Email: vino@reia.si
Website: https://www.reia.si
Responsabile: Marko Reja
Social: Instagram: @reiavino