SUAVIA…DOVE IL SOAVE E’ FEMMINA!

Le sorelle Tessari – Credits Suavia
Di Saula Giusto

Il Press Lunch dal titolo Alla scoperta della cantina Suavia e del Soave Classico, una realtà tutta al femminile”, organizzato da Sveva Alagna di AB Comunicazione presso l’affascinante ristorante-enoteca Etta a Trastevere, è stata una perfetta occasione per approfondire un territorio che ha tanto da raccontare ed un’azienda coraggiosa, gestita al 100% in rosa.

Siamo stati accolti in un’atmosfera molto calda e conviviale da Sveva e da Alessandra Tessari, una delle tre sorelle che gestiscono l’azienda con tanta cura e passione.

Alessandra ha iniziato a raccontarci con semplicità una bellissima storia di famiglia. Una storia da cui traspare tanto coraggio, impegno, sacrificio e la ferma volontà di valorizzare un territorio variegato, estremamente vocato e i vitigni autoctoni che lo caratterizzano, al di là di facili mode o esigenze di mercato.

Alessandra Tessari – credits Suavia

ALESSANDRA TESSARI

Iniziando dalla sua personale storia, ci ha raccontato che fin dall’infanzia ha nutrito diverse aspirazioni, sognando percorsi professionali molto differenti tra loro. Tra le sue idee giovanili figuravano la professione di restauratrice d’arte, la farmacista e la veterinaria. Non sono mancati anche pensieri rivolti al mondo della comunicazione, come il giornalismo, o all’estetica degli spazi, con la decorazione d’interni. Questo desiderio di ampliare le proprie conoscenze e bagaglio di esperienze si è manifestato anche negli studi: ha scelto di intraprendere l’università con una specializzazione in lingue orientali, un percorso che l’ha portata spesso a viaggiare e ad apprendere la lingua cinese. Un cammino decisamente eclettico ed eterogeneo, peraltro del tutto rispettato dalla propria famiglia. Alla fine, però, un richiamo più profondo l’ha riportata alle sue radici. Alessandra si è unita alle sue sorelle nell’azienda di famiglia, dedicandosi con passione al mondo del vino. Nonostante il suo impegno nel settore vitivinicolo, Alessandra continua, comunque, a coltivare le sue molteplici passioni e la sua indole creativa. La sua ammirazione per l’arte rimane infatti oggi ben viva, così come l’interesse per la cultura orientale, l’amore per gli animali, la scrittura.

Alessandra oggi gestisce l’azienda assieme alle sue sorelle in modo assolutamente complementare: ognuna ha un ruolo ben definito che sommato ai ruoli delle altre due crea l’essenza e la realtà contemporanea di Suavia.

PER CHI NON CONOSCESSE LA STORIA DI SUAVIA

L’epopea di Suavia, incastonata nel paesaggio incantevole del Soave, è una narrazione di eredità e passione. Questa storia, proprio come in ogni fiaba che si rispetti, racconta di un castello — quello di Soave, la rocca che anticamente diede il nome, Suavia, al borgo stesso. E racconta di molte principesse: le figlie di Giovanni Tessari e Rosetta Buratto, che ne sono le custodi e le artefici del destino, a partire dall’inizio del nuovo millennio.

La stirpe Tessari affonda le sue radici nella terra dal lontano ‘800, nel piccolo e prezioso borgo di Fittà, cuore pulsante delle colline del Soave Classico. Sebbene la famiglia coltivasse da generazioni, fu nel 1982 che i capostipiti, Giovanni e Rosetta, con una consapevolezza illuminata del potenziale del loro terroir, presero la coraggiosa decisione di vinificare autonomamente le proprie uve, dando vita ufficiale all’impresa. Oggi, le tre sorelle – Meri, Valentina ed Alessandra – proseguono la tradizione paterna, lavorando incessantemente lì, dove tutto ha avuto inizio e producendo, altra dimostrazione di grande coraggio, solo vini bianchi, vera espressione del proprio territorio.

LA “MISSION” TREBBIANO DI SOAVE

Data la sua collocazione nel cuore pulsante del Soave Classico, dove le colline accarezzano il cielo e la terra vulcanica serba segreti millenari, Suavia si è resa infatti, tra le altre cose, interprete di una importante rinascita e di un “amore rinato” per il Trebbiano di Soave, un vitigno che l’oblio e l’abbandono avevano quasi estinto.

Guidata dalla passione visionaria delle sorelle Tessari, le custodi di questa terra, Suavia ha intrapreso una sorta di missione per ridare voce a questa gemma dimenticata. Per decenni il Trebbiano, un tempo spalla fedele e paritaria della Garganega, era stato meno considerato e sostituito da varietà più produttive, riducendosi ad una sorta di eco lontano nell’ampia sinfonia dei vigneti del territorio (appena l’1,53% nel 2020).

Oggi con una proprietà di circa trenta ettari vitati, grazie alla collocazione idei vigneti in più versanti collinari privilegiati, caratterizzati da un variegato caleidoscopio di suoli vulcanici e/o calcarei unici, Suavia rappresenta una delle grandi eccellenze del Soave Classico Doc. La sorella enologa, Valentina Tessari, ha dato il via, nel lontano 2000, a un progetto ambizioso: una ricerca paziente, condotta con l’aiuto del noto professor Attilio Scienza. Si è trattato di scandagliare l’anima del vitigno, selezionando con cura certosina i genotipi più nobili e resilienti, come fossero frammenti di un mosaico perduto. Solo quattro, tra gli oltre dieci studiati, hanno meritato l’onore di essere impiantati nel primo vigneto interamente dedicato.

IL PROGETTO MASSIFITTI

Da questo sposalizio tra roccia basaltica e radici profonde è nato Massifitti, il primo nettare in purezza, distillato dall’essenza del Trebbiano di Soave. Con la vendemmia del 2008, è stata svelata l’aurora di una nuova epoca, un vino che canta la forza minerale del vulcano. Questa rinascita ha innescato una scintilla nel cuore del territorio, spingendo altri produttori a riscoprire l’incanto di questa uva autoctona. Oggi, Suavia si erge a paladina della memoria, chiedendo che il Trebbiano torni a essere un elemento obbligatorio nella composizione del Soave DOC. Quasi fosse un onere morale il dover restituire a questo vitigno l’onore che gli spetta, affinché la denominazione mantenga intatta la sua anima storica più autentica.

OPERA SEMPLICE

L’ispirazione non si ferma: il Trebbiano ha dato vita anche a Opera Semplice, un Metodo Classico Dosaggio Zero, un’interpretazione audace che ne esalta la purezza e la vibrante sapidità. Per suggellare questo legame indissolubile con il passato, Massifitti è racchiuso nella caratteristica bottiglia a fiaschetta veneta, un simbolo d’amore per la tradizione vestito di modernità. La riscoperta del Trebbiano di Soave è la sublime dimostrazione che la vera ricchezza di una terra non risiede nei numeri, ma nella capacità di custodire e proiettare nel futuro i tesori della propria identità.

ENOTURISMO A SUAVIA

Suavia è anche esperienza enoturistica unica: un accesso privilegiato al cuore del Soave Classico. L’azienda accoglie nella sua sede di Fittà operatori del settore e wine lovers, per vivere degustazioni private uniche, guidate dalle sorelle Tessari (esclusa la domenica, su prenotazione). Ogni assaggio dei pregiati bianchi (Monte Carbonare, Massifitti, ecc.) è un dialogo autentico con la cantina, la sua geologia e la biodiversità. L’esperienza si estende al paesaggio circostante: percorsi in e-bike (La Vecia Via della Lana, I 10 Capitelli) e passeggiate a cavallo tra i filari offrono scorci indimenticabili. Le tappe culturali includono il Castello Scaligero di Soave e il Museo dei Fossili di Bolca, testimoni di storia millenaria e geologia remota. La proposta di Suavia è un viaggio completo che connette il calice alla terra e alla sua ricchezza, creando un legame profondo con l’autenticità del Soave Classico.

SUAVIA OGGI

Il racconto di Alessandra si è concluso ponendo l’accento sulla centralità della creatività e dell’innovazione nel percorso di sviluppo di Suavia, che non hanno riguardato soltanto le tecniche operative, ma anche l’intera comunicazione contemporanea del marchio.

La filosofia produttiva delle sorelle Tessari, infatti, non si è limitata a trasformare le tecniche di cantina, ma ha plasmato in un modo completamente nuovo il modo di narrare l’identità del marchio. L’attenzione quasi maniacale per i dettagli e la capacità di abbracciare i nuovi canali social sono state alcune delle mosse strategiche adottate. In un panorama spesso segnato da pregiudizi sul ruolo delle donne, il loro approccio ha saputo imporre una differenza tangibile.

A confermare la positività delle scelte operate, la cantina Suavia ha una capacità produttiva di circa 200.000 bottiglie l’anno, con una presenza che tocca quasi 40 mercati internazionali. I loro vini sono veri e propri ritratti liquidi del terroir vulcanico di Soave, celebrati per la loro spiccata mineralità, eleganza e innata bevibilità. Ogni sorso è il risultato di una continua reinterpretazione, mai uguale a sé stessa, dei vitigni protagonisti del territorio: il Trebbiano di Soave e la Garganega.

At last but not least, il lavoro delle sorelle Tessari ha raccolto una messe di prestigiosi riconoscimenti. Tra tutti, si distingue l’onore di essere incluse tra i 100 vini italiani scelti da Wine Spectator per Opera Wine, un traguardo raggiunto sin dalla prima edizione.

Questi successi possiamo affermare siano la cosiddetta “prova provata” di un impegno incondizionato e di una passione che dimostra come, quando la guida è femminile, il cambiamento non sia solo possibile, ma possa anche assumere una dimensione straordinaria, oltre che fuori dall’ordinario.

Il racconto di Alessandra si è svolto tra la degustazione di quattro dei vini più rappresentativi dell’azienda ed il servizio delle raffinate portate realizzate a cura dello chef di Etta, a completare un’esperienza interessante ed oltremodo piacevole al tempo stesso.

LA DEGUSTAZIONE

Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero Opera Semplice

100% Trebbiano di Soave – Maturazione: in bottiglia sui lieviti per 24 mesi

Vigneto: Le uve vengono selezionate all’interno del vigneto Massifitti: appartenente all’u.g.a Fittà, si estende su una superficie di circa 2 ettari con esposizione a sud ed un’altitudine di 300 metri. È caratterizzato da un terreno di origine vulcanica particolarmente ricco di rocce basaltiche compatte.

Giallo dorato, cristallino, perlage fine. Al naso intenso, profondo, propone un’immediato sbuffo fumè, ad arricchire note di crosta di pane, speziate di curcuma e lieve zenzero; poi di fiori secchi, su un finale mentolato. Regala una beva cremosa, molto fresca, minerale, che ripropone nette le spezie e che finisce in un buon allungo, che lascia la bocca tersa, dal sapore leggermente ammandorlato.

Soave Classico Doc 2024

100% Garganega – Provenienza uve: da 12 differenti appezzamenti. Maturazione: per 5 mesi a contatto con le fecce fini in vasche d’acciaio. Affinamento: almeno 1 mese in bottiglia.

Vigneto: Ci troviamo nella parte nord del comprensorio del Soave Classico; qui, da vigneti posti su diversi versanti collinari raccogliamo le uve per produrre questo vino. Le esposizioni sono le più varie e l’altitudine media si aggira attorno ai 300 metri. Il terreno è di origine vulcanica con diverse tessiture. L’età media delle viti di Garganega in quest’area è di almeno 40 anni.

Giallo dorato intenso, brillante. Al naso non si apre subito, ma intriga svelandosi a poco a poco. In primis una netta mineralità chiara, di ghiaia e selce, che poi cede il passo ad erbe aromatiche mediterranee e ad una delicata nota fruttata, di susina e mela gialla. Al palato immediato, molto sapido e croccante, coerente; tutto giocato sulla piacevolezza di beva. Finisce lungo, in una bocca pulita e fruttata.

Bianco Veronese Igt Massifitti 2022

100% Trebbiano di Soave – Maturazione: per 15 mesi a contatto con le fecce fini in vasche d’acciaio. Affinamento: 12 mesi in bottiglia.

Vigneto: si estende su una superficie di circa 2 ettari esposta a sud ad un’altitudine di 300 mt. Il nome Massifitti descrive la composizione del terreno vulcanico di quest’area che è particolarmente ricco di rocce basaltiche compatte di grandi dimensioni. Il vigneto è stato piantato nel 2006 utilizzando cloni di vecchie vigne di Trebbiano di Soave che sono state selezionate in collaborazione con i laboratori della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano ed il professor Attilio Scienza nell’ambito del nostro progetto di recupero di quest’antica varietà.

Giallo dorato pieno, brillante e consistente. Al naso intrigante e profondo. Subito svela note fumè, quasi di braci spente, e di mina di matita. Per poi virare verso note fruttate, di pesca matura ed albicocca, condite da erbe officinali, su un finale di lieve pasta di mandorla. Al palato pieno, più che sapido, saporito, minerale e fresco. Decisamente lungo, in un finale leggermente ammandorlato.

Soave Classico Doc Monte Carbonare 2023

100% Garganega – Maturazione: per 12 mesi a contatto con le fecce fini in vasche d’acciaio. Affinamento: 6 mesi in bottiglia.

Vigneto: Si estende su una superficie di 6 ettari esposta a nord-est ed a nordovest all’interno dell’u.g.a. Carbonare ad un’altitudine di 280 metri. La zona è caratterizzata da suoli vulcanici profondi a tessitura argillosa che presentano una colorazione particolarmente scura (basalti neri) che ricorda quella del carbone, proprio da questa loro caratteristica sembra derivare il toponimo “Carbonare”. Qui le viti di Garganega, piantate a pergola veronese, raggiungono un’età media di circa 60 anni.

Giallo dorato, molto brillante, consistente. Al naso seduce e induce a percezioni continue, molto eleganti e fuse, che vanno dal floreale di biancospino e gelsi, alle note agrumate di bergamotto e mandarino freschi. Poi regala in successione mineralità a gogò, pietra focaia in primis, su un finale leggermente speziato. Al palato non delude minimamente. Garantisce grande eleganza ed una beva estremamente equilibrata, che punta tutto sul perfetto bilanciamento tra bevibilità e struttura. Più che lungo il finale, che lascia una bocca netta, minerale e molto buona.

Che dire…abbiamo chiuso un delizioso pranzo decisamente in bellezza!

INFO AZIENDA SUAVIA

Frazione Fittà
Via Centro 14, 37038 Soave (VR)
Mob: 0039 045 767 50 89
Email: info@suavia.it

Web: https://www.suavia.it